aspetto educativo e finalità

Programmazione dell’azione educativa
(Polo d'Infanzia)
 
      Premessa
 
Considerato che il servizio è di tipo innovativo e che quindi rappresenta una novità assoluta, che,  una volta generalizzato potrebbe comportare una vera e propria rivoluzione, il Polo D'Infanzia che, di fatto, rischia di rompere con la tradizionale concezione della scuola dell’infanzia, quale settore scolastico specificatamente previsto per i bambini  di età compresa fra tre e sei anni, viene definito come servizio prevalentemente destinato a bambini di età compresa tra i tre mesi ai sei anni, organizzato su percorsi pedagogici flessibili in relazione al rapporto tra maturità dei soggetti e i contenuti dell’intervento educativo. Il servizio del Polo può prevedere nei suoi progetti educativi  percorsi psico-pedagogici realizzati con il contributo di apporti esterni.  In questo tipo di struttura che comprende nido, sez primavera e scuola dell’infanzia tendono a fondersi e il concetto di integrazione viene molto spinto.
Avendo ben presente che protagonisti sono i bambini i quali rappresentano esigenze diverse a seconda della loro età, la scuola dell’infanzia e il nido devono avere un proprio iter formativo, ben caratterizzato,  per fasce di età in  relazione alle quali vanno strutturate anche le scelte metodologiche. Pertanto l’obiettivo primario  del Polo è stato quello di creare una struttura a più percorsi in cui, educatori, genitori e bambini interagiscono in un rapporto nuovo, più stimolante e creativo, rompendo coi vecchi schemi ma, allo stesso tempo,  tenendo presenti i suggerimenti dati dagli orientamenti del 1991 dove ci si invita  a considerare l’apprendimento infantile non come semplici informazioni  date, ma un apprendimento ad apprendere, cioè a scoprire e a costruire sempre nuovi mondi. Un mondo che nella nostra struttura  vede come protagonista primario il bambino in quanto tale senza perdere di vista la necessità dei genitori. Un bambino che non si senta depositato o ancor peggio abbandonato, ma un baby che abbia voglia e desiderio di stare nella struttura  perché si senta parte integrante, attore principale voglioso di nuove scoperte. Un bambino proiettato nel futuro che sappia vivere e conoscere bene il suo presente e riconoscere la sua storia.. Un bambino multirazziale, multiculturale, aperto al senso della solidarietà, alla fratellanza (obiettivo già raggiunto da quando, tanti anni fa abbiamo adottato assieme a loro e ai loro genitori il primo bambino, un filippino...si chiama Marvin Abachita.)  I bambini adottati ora sono 10,  per mantenerli i baby del Polo depositano ogni tanto delle monete in un salvadanaio. Tali obiettivi (in  parte già raggiunti) possono essere supportati dagli altri servizi innovativi preparati dal nostro Polo,  come l’atelier, le attività ludico sportive,  il laboratorio (lingue, pittura, musica, manipolazione),  servizio beach ecc.
Considerato che tali attività sono previste in scansioni temporali ben definite  è anche obiettivo del Polo correlarsi con le altre scuole presenti  e fare frequentare le attività anche ad alunni esterni per il tempo strettamente indispensabile alla loro realizzazione.
In conclusione possiamo affermare che obiettivo del Polo è quello di creare, mantenendo un clima armonioso, carico di serenità e di gioiosa partecipazione, dove i baby kinder possono scoprire la bellezza del vivere insieme ed è la bellezza infatti, secondo noi, che rende curiosi, esigenti e critici. Formando un bambino che domani sappia diventare uomo.
 
 
Attività educative
 
·       Nido :
educazione alla socializzazione
educazione all’autonomia/ prima passi
educazione alla coordinazione motoria - avventura
 
·       Scuola dell’infanzia:
educazione all’autonomia
educazione alla socializzazione e all’ambiente
educazione alla creatività
educazione all’avventura
avviamento all’età scolare
 
·       Attività motoria:   
conoscenza dello schema corporeo
riconoscere le parti del proprio corpo
conoscere le parti sul corpo dell’altro
controllo della motricità globale (camminare, correre, saltare, ecc.)
giochi di squadra : minibasket, minivolley, calcio, pallamano, ecc.
 
·       Atelier:
manipolazione  (creta, pasta di sale, farina, ecc)
animazione (musica, recitazione, canto, ecc)
attività artistiche (pittura, composizioni,  ecc)
socializzazione (gite, escursioni alla scoperta della natura, ecc.)
 
·       Cineforum:
acquisire e comprendere la successione temporale
riconoscere le proprie paure e superarle
coordinare i movimenti del proprio corpo
socializzare vedendo il film
analizzare le musiche
creare un copione e realizzare un breve filmato
 

·       Laboratorio linguistico:  lingua inglese e francese

scoprire un nuovo modo di comunicare
cogliere differenze fra la nostra e la loro cultura
scoprire un nuovo mondo
 
 
 
Metodologia
 
Da sempre la linea guida usata dal Polo d’Infanzia per raggiungere gli  obiettivi è il gioco. Per mezzo del gioco e usando i sensi, i bambini, con l’esperienza diretta del contato corporeo e visivo, raccolgono dati, li confrontano e li elaborano.
Oggi tali giochi sono drasticamente ridotti per le mutate abitudini intervenute nell’ambito familiare e sociale dove il bambino vive situazioni da recluso in casa (tv, letture di libri ecc.) o di divertimenti simulati (videogiochi). Pertanto il recupero di una compiuta dimensione percettiva,  sensoriale  e manipolativa debba essere un obiettivo prioritario per il centro d’Infanzia.
Quindi come metodo prioritario il Polo si è sempre prefissato di favorire, mediante l’organizzazione flessibile degli spazi, dei tempi e dei materiali, la costituzione di un ambiente di apprendimento stimolante e divertente, organizzando una serie di giochi sensoriali allo scopo di arricchire l’esperienza, manipolando allo scopo di dare concretezza al senso del fare e alla fantasia creativa.
In sostanza la metodologia di lavoro adottata  nell’insegnamento della didattica nella  palestra della struttura e nel laboratorio,  consistono nella pratica indagativa e nella ricerca intesa come momento conoscitivo comune dell’insegnante e del bambino da condividere e scoprire e non informazioni preconfezionate e largamente sperimentate.
La metodologia pertanto è sempre stata  principalmente rivolta a:
 
1.    coinvolgere l’alunnobaby nel rispetto del proprio vissuto, della propria affettività e conoscenze;
2.   favorire e valorizzare la problematizzazione della situazione;
3.   valorizzare il fare
 
 
Finalità Educative
 
Nel rammentare che il Polo D’Infanzia ha per suo fine la formazione dell’uomo e del cittadino secondo quanto stabilito dalla costituzione della Repubblica, essa deve, altresì, ispirarsi alle dichiarazioni internazionali dei diritti dell’uomo e del fanciullo, nonché operare per la comprensione e la cooperazioni con gli altri popoli. Per lo sviluppo della personalità del baby essa, offrendo i primi elementi del sapere e della scoperta della conoscenza, costituisce una delle formazioni sociali basilari e contribuisce fortemente a rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale che,  limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art. 3 della Costituzione Italiana) e si pone come promotrice dell’esercizio del diritto e del dovere di partecipare alla vita sociale. Inoltre si propone le seguente finalità educative:
·       crescita globale, armoniosa e piena di ogni baby, considerandolo come soggetto attivo del processo educativo;
·       sostenere il baby nella progressiva conquista della sua autonomia;
·       sviluppare la capacità di iniziativa, decisione, responsabilità personale ed autonoma;
·       sperimentare forme di lavoro di gruppo e di reciproco aiuto;
·       guidare il baby nel suo inserimento attivo nel mondo delle relazioni interpersonali, sulla base dell’accettazione e del rispetto dell’altro, del dialogo, della partecipazione al bene comune;
·       educare ai principi di libertà, democrazia, giustizia sociale, solidarietà cristiana;
·       maturare la capacità di azione diretta, di progettazione, verifica di esplorazione, riflessione per una piena “consapevolezza di sé”, di ogni bambino;
·       rendere ogni baby in grado di conoscere il proprio corpo ed usarlo, sapendosi orientare con sicurezza nel tempo e nello spazio;
·       offrire al baby stimoli culturali pere favorire l’acquisizione di un linguaggio ricco, corretto e creativo;
·       assumere un corretto atteggiamento di rispetto nei confronti degli esseri viventi e del loro ambiente naturale;
·       offrire ai baby più modelli di insegnamenti, promovendo attività didattico-educative  ed attività di integrazione e recupero diretto dei baby in difficoltà.