P.O.F.

Il Piano dell'Offerta Formativa (P.O.F.),
ai sensi della legge italiana, è un atto che presenta le scelte pedagogiche, organizzative e gestionali delle scuole di un determinato territorio, esplicitando le finalità educative, gli obiettivi generali relativi alle attività didattiche e le risorse previste per realizzarli.
Il P.O.F. interessa ed avvolge svariati campi nell'ambito scolastico e disciplinare visto in un'ottica formativa. Più precisamente il P.O.F. si occupa:
  • delle possibilità di opzione offerte agli alunnibaby e alle famiglie
  • delle discipline e attività aggiuntive nella quota facoltativa del curricolo
  • delle azioni di continuità, orientamento, sostegno e recupero corrispondenti alle esigenze degli alunnibaby  concretamente rilevate
  • dell'articolazione modulare del monte ore annuale di ciascun campo e progettoattività
  • dell'articolazione modulare di gruppi di alunnibaby  provenienti da: altre scuole, altre nazionalità,
  • della valutazione ed inserimento dei baby diversamente abili
  • delle modalità e dei criteri per la valutazione degli alunnibabyi
  • dell'organizzazione adottata per la realizzazione degli obiettivi generali e specifici dell'azione didattica
  • dei progetti di ricerca e sperimentazione.
 
 Il P.O.F è il principale strumento che adoperiamo per far conoscere i progetti che realizziamo, per informare sulle risorse e le attività che abbiamo a disposizione  e sulle modalità di accesso e di intervento, le norme a cui facciamo riferimento sono:
·         Orientamenti del 1991;
·         la Direttiva Ciampi del 27/01/1994 “Principi sull’ erogazione dei Servizi pubblici”;
·         Legge 59/97: regolamento DPR n° 27 del 8/3/99;
·         Legge 62/2000 sulla Parità Scolastica e integrazioni e indicazioni Nazionali successive;
·         la Legge 8  del novembre 2000, n. 328 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”;
·         Legge n° 53 del 28/03/2003;
·         L.R. 23 del 2003;
·         Conferenza Unificata Stato regioni del 14/06/07 (Sez. primavera);
·         Regolamento regionale del 22 Agosto 2012;
·         L.R. 15 del 2013.
 
La nostra Mission è quella di diventare sempre più una realtà di riferimento per il contesto territoriale del comune di Cirò Marina e dei Comuni limitrofi nel settore dei servizi socio-educativi per l’infanzia e per i minori, cercando continuamente la soddisfazione degli utenti grazie al sostegno costante di una struttura organizzativa innovativa, efficace, flessibile e socialmente responsabile.
 
 
 
 
 Il P.O.F. elaborato, propone all’inizio dell’ a.s. una serie di uscite didattiche sul territorio e non solo, attinenti agli argomenti trattati tenendo in considerazione possibili cambiamenti e variazioni, indicando anche gli incontri con le famiglie.  Vengono organizzate anche delle recite con i baby in periodi prestabiliti, coinvolgendoli anche in una serie di iniziative ed eventi di tipo solidaristico e sociale come: Diritti a colori, Cipì Castelfiaba Santa Severina, Bosh, Unicef, Partita della Solidarietà, Mago Sales (adozioni a distanza) e tanto ancora.
 
Collaborazioni con Enti pubblici e privati:
  • Fondazione Malagutti ONLUS Mantova
  • Unicef 
  • A.I.R.C.
  • Croce Rossa Italiana
  • S.O.I Special Olimpics Italia
  • C.S.V Aurora Crotone
  • Federazione Italiana Scautismo Raider
  • Adulti Raider
  • Telethon
  • Sud Infanzia in Rete
  • Neuropsichiatria infantile (KR)
  • C.I.P.I di  Castelfiaba 
  • Il Lunario
 
 
 
La nascita della nostra struttura rappresenta l’espressione più autentica di un lavoro più che ventennale intrapreso nel lontano 1993, quando i coniugi Grisolia - Sacco  fondarono il primo nido di Cirò Marina che nel corso degli anni è diventato un vero e proprio Centro d’Infanzia denominato “Baby Kinder Park”. Negli oltre 20 anni di lavoro sociale svolto, l’impegno costante a promuovere e tutelare l’esercizio dei diritti dei minori  ha permesso di sviluppare professionalità e capacità organizzative per poter costruire risposte articolate e personalizzate in relazione ai bisogni, sia come servizi strutturati che come interventi più specifici.
Da questo intenso e proficuo lavoro, si è determinata la necessità di ampliare l’offerta formativa  rivolta alle famiglie con la creazione all'interno di un equipe socio-psico-pedagogica e a livello amministrativo la struttura gestita in primis da una Associazione dal 2011 è gestita da una  cooperativa Sociale "I Tre Melograni", che vede la Dirigente, Lucia Sacco, ideatrice e promotrice del processo educativo del “Polo d’Infanzia Baby Kinder Park” a ricoprirne la carica di amministatore unico.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il Polo dìInfanzia ha sede in via Baden Powell, nel comune di Cirò Marina. La struttura è stata  creata a norma di sicurezza, prevede impianti antincendi, estintori, uscite di emergenza, porte antipanico, ampi finestrali  e in ogni stanza vi è la piantina della scuola rappresentata graficamente.
La struttura si presenta nel seguente modo:
 
 
 
 

 

  •   Ampia sala d’attesa con  due uscite d’emergenza
 
 
  • Atrio grande, definito “piazza o agorà” che riveste al suo interno diverse funzionalità ludico-didattico-ricreativo:
 
 
 
 

 

1.   Cineforum:completamente attrezzato con schermo gigante, video proiettore, dvd, casse audio e impianti di amplificazione;
 
 
 
 

 

2.      Teatrale: avente il sipario in tessuto ignifugo, telo per ombre cinesi, fari e quando necessario viene montato palco in legno;
 
 
 
 

 

;3.      Palestracoperta e attrezzata;
 
 
 
 

 

·    Angolo gioco allestito di cucinetta, tavolino e sedie dove i baby esprimono la loro fantasia ( tutti i giochi sono a norma CEE ed a presa di sicurezza).
 
 
 
 

 

·         La direzione  una sorta di cabina di regia dalla quale la dirigente coordina e osserva il lavoro di tutte le figure professionali, incontra le famiglie ed effettua colloqui.
 
 
 
 

 

·         La cucina è un luogo abitabile che funge da mensa per le classi primarie. E’ arredata con un piano cottura, tavoli, frigorifero ,congelatore. Oltre a questo vi è una dispensa e  servizi igienici  riservati solo al personale addetto alla cucina.
 
 
Il Play Planet  land è una struttura gioco suddivisa in due aree unite, con entrata indipendente. L’intera struttura gioco è rivestita da materiale morbido ed è avvolta da rete molle che funge da anticaduta per evitare eventuali urti, sviluppata su due piani uniti tra loro con materiali e predisposizioni a norma Cee per tutelare la sicurezza del bambino. Per poter accedere al gioco si devono osservare delle semplici regole  di sicurezza come: indossare calzini antiscivolo al posto delle scarpe, evitare di indossare lacci, fermagli ed accessori vari  che possono creare disagi al bambino. La struttura è stata pensata per diverse fasce di età:
 
 
 

 

1.      la piccola struttura gioco riservata ai  bambini da12 ai 36 mesi   e misura 3,60 metri di larghezza x 4,80 metri di profondità;
 
 
 
 

 

2.      la grande è riservata ai bambini di età superiore e misura 7,20 metri di larghezza x 6,00 metri di profondità ed 3,30 metri di altezza.
 
 
La scuola dell’infanzia è composta da 5 sezioni  all’interno di ognuna vi sono armadietti personali, tavoli di lavoro con le rispettive sedie, angolo multimediale munito di computer, angolo lettura e angolo gioco costituito da vari giochi suddivisi in “morbidi e duri”.
Servizi igienici così distribuiti :
 
 
 

 

1.  il servizio presente nel nido è munito di antibagno  completamente arredato per cambio baby. I servizi igienici sono distinti per baby e personale educativo;  
 
 
 
 

 

2.  per la scuola dell'infanzia i servizi sono in numero adeguato e differenziati per sesso;
 
 
 
 

 

3.       servizio per disabile;
 
 
 
 

 

4.       servizio  per  personale educativo  suddivisi per sesso;
 
 
 
 

 

5.      Bagno riservato  per la cuoca presso la cucina.
 
 
 
Due spogliatoi e un ripostiglio
  • Le sezioni nido che accolgono i baby dai 3 mesi ai 36 mesi, dopo aver effettuato la prima vaccinazione prevista entro il terzo mese di vita del baby e non come previsto dalle attuali linee guida regionali ( 0-36 mesi). Tale decisione, è avvenuta dopo averlo valutato con il team socio-pedagogico. In comune le sezioni hanno un corridoio e al lato di questo vi sono i servizi igienici suddivisi in bagno e antibagno. Le sezioni sono dotate di  ampie finestre, angolo gioco arredato con tappetini morbidi e giochini. Ai lati sono disposte delle culle che creano l’angolo del riposino.
  • Ampio giardino attrezzato di diversi giochi, scivoli e altalene. E’ possibile accedere all’esterno attraverso tre uscite posizionate rispettivamente una nell’area nido, un’altra nel corridoio della scuola dell’infanzia e l’altra nella’agorà.
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 

 

 
 
 
 
· Contesto socio culturale ed economico del territorio
 La storia economica e geografica del Comune di  Cirò Marina è strettamente legata alle vicende del comprensorio crotonese e del suo capoluogo che da sempre è stato il centro culturale, economico e commerciale del Marchesato.
Il territorio della cittadina, esteso su una superficie di 41,60 Kmq. , è compreso tra Capo Alice e la foce del torrente Lipuda.
In particolare,  il Comune di Cirò Marina presenta una pianta dell’abitato a maglie larghe e irregolari, attraversata dall’asse stradale principale che dalla Chiesa di S. Cataldo (S. Patrono della città) raggiunge la stazione ferroviaria.
 
Cirò Marina, capofila di 11 comuni  si caratterizza per un settore vitivinicolo e un settore agricolo in generale che non decolla come meriterebbe; nonostante la posizione favorevole rispetto a molti altri comuni della fascia ionica.
Nell’attività agricola cirotana oltre alla prevalente coltura della vite trovano posto l’ovicoltura e, in piccola parte, l’agrumicoltura.
 
 
 
  Popolazione - Edilizia – Turismo
 
 
 
Nel corso degli ultimi cinquant’anni la popolazione cirotana è aumentata sensibilmente.
La residenzialità del comune costiero, in poco più di quarant’anni è di circa 15.00 abitanti.
L’origine di questo incremento demografico è da ricercarsi nella concomitanza di  tre rilevati fattori produttivi.
Primo fra tutti la tendenza di consolidarsi verso un’agricoltura specializzata nella produzione di vino e olio, in secondo luogo la costituzione di alcuni insediamenti industriali ed infine uno sviluppo turistico prevalentemente estivo.
L’insieme di questi fattori ha determinato  significativi incrementi di popolazione e nuovi equilibri  socioeconomici.
A distanza di circa mezzo secolo il centro carotano costituisce una realtà economica di notevole valore produttivo rispetto ad una subregione, quella crotonese, complessivamente assai meno ricca.
Il futuro appare pienamente nella mani dei suoi cittadini e della classe dirigente.
 
  Problemi sociali emergenti
 
 
 
Dall’indagine svolta sul territorio oltre la piega dell’emigrazione bisogna tenere presenti due problemi che sono fondamentali e che vanno assumendo connotazioni preoccupanti:
 
1.   l’immigrazione, fenomeno sempre più crescente che vede l’insediamento di consistenti gruppi dal Marocco, Albania ed altri paesi extraeuropei
 
2.   l’emarginazione, con il conseguente rischio di micro e macro criminalità.
 
 
 
Analisi dei bisogni del bambino
 
 
 
Dall’analisi effettuata sul territorio abbiamo cercato di estrapolare per le nostre esigenze i bisogni dei baby-kinder.
Emerge che, essendo la famiglia tipo dove entrambi i genitori lavorano, la famiglia extracomunitaria, la famiglia allargata , i bambini stanno spesso da soli con scarse possibilità comunicative e relazionali. Perciò, uno dei bisogni fondamentali è quello di entrare in relazione con gli altri per dare possibilità di comunicare, di esprimere le proprie opinioni, di confrontarle e difendere le regole di convivenza democratica.
Un altro bisogno che emerge è quello di poter utilizzare ambienti formativi adeguati per le capacità personali dei bambini. Inoltre, la nostra società è in continua evoluzione e spinge per lo sviluppo delle nuove tecnologie ed il bambino è quindi voglioso di conoscere i nuovi linguaggi multimediali.
La struttura per dare risposta a questi bisogni ha pensato di potenziare ancor di più i laboratori e tutti i servizi ad essi correlati (lingua inglese,computer, musica, ecc.).
   Bisogni emergenti:
 
 
 
1.   Legalità
2.   Aggregazione
3.   Identità culturale
4.   Alfabetizzazione
 
 Campi d’intervento
 
 
 
1.   Accoglienza baby-kinder
2.   Diritto allo studio
3.   Rapporti con il territorio
4.   Conoscenza di alfabeti vecchi e nuovi
 
 
  Territorio: Ruolo del Polo D’Infanzia…
 
 
 
Alla luce di tale analisi si intuisce che la scuola deve assolvere al fondamentale bisogno della società di educazione e di elevazione culturale, di formazione e di acquisizione di professionalità.
La primaria importanza di queste competenze fà della nostra  un valore fondamentale  non surrogabile.
Occorre quindi investire le maggiori risorse possibili nell’ottica di perseguire questi obiettivi.
Il Polo è  il luogo dove i baby vengono aiutati a crescere nel rispetto degli altri, ricchi di elementi di una cultura della libertà, della partecipazione attiva e critica alla vita della collettività, ispirata a valori di conoscenza del prossimo, di solidarietà sociale, di rispetto delle differenze.
Il Polo è di tutti, senza preclusioni verso chi vi incontra delle difficoltà e senza pregiudizi;  è di ognuno, volto cioè a cogliere nei singoli individui le loro potenzialità, basandosi sulla necessità di riconoscere in ciascuno, nella sua specificità, il soggetto del diritto alla formazione o l’apprendere.
Occorre ribadire il principio che il sistema di istruzione e di formazione del Paese è al servizio della società e del progresso economico se e solo se è primariamente al servizio della persona di ciascuno e mira al massimo sviluppo possibile delle capacità di tutti.
Il Polo  valorizza ulteriormente il ruolo e la funzione educativa della scuola dell’infanzia,e della primissima infanzia,  ciò anche allo scopo di lasciare “i minori” sul piano della qualità della formazione iniziale e della successiva….
Ciò significa promuovere un piano di relazioni e di  studi unitario, continuo e progressivo dove si realizzi un più efficace raccordo tra il passaggio dal nido alla scuola dell'infanzia, e l’ultimo anno della scuola dell’infanzia al primo della scuola primaria.
 
 
 
 
E’ necessario identificare la natura pedagogica, l’identità curriculare e la fisionomia istituzionale di un percorso graduale e continuo di Istruzione/Formazione.